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Valsir è stata per me come una casa, come una famiglia…

Pietro Turelli, responsabile della Meccanica in Valsir è arrivato alla meritata pensione.
Prima che oltrepassi per l’ultima volta il cancello lasciandosi alle spalle 22 anni di lavoro, esperienze, amicizie e ricordi, ci facciamo raccontare cos’ha significato per lui questo tempo trascorso in Valsir. Ne esce una chiacchierata bella ed appassionata che lascia trasparire anche un po’ di nostalgia e tanta emozione.

Da quanto tempo sei in Valsir?
Sono arrivato nell'aprile del 1998. Dopo aver lavorato 22 anni in Ave sono stato chiamato per vedere se ero interessato a questo tipo di lavoro e ho deciso di accettare.

Cosa hai pensato il primo giorno che sei arrivato in azienda?
Quando arrivi in un'azienda la prima cosa che pensi è "sarò in grado di fare il lavoro che mi hanno assegnato?" Per fortuna ho avuto l'appoggio di tutti i colleghi e la fiducia di Andrea che mi ha subito sostenuto. Chiaramente quando cambi lavoro i primi problemi sono difficili da affrontare, ma poi, grazie allo spirito di squadra e all'appoggio dei colleghi, si superano.

Quale è stato il tuo ruolo principale in questi anni?
Io mi sono occupato principalmente del reparto meccanica, della manutenzione e costruzione stampi. Mi sono occupato anche di problematiche legate alle attrezzature delle altre aziende consociate... penso a Valrom, Valplast… poi con l’arrivo di Marvon mi sono occupato di problematiche legate alla depurazione, agli impianti.

C'è un'immagine o un momento particolarmente importante che vuoi ricordare?
Ho tante immagini… avere visto l'azienda crescere e svilupparsi di continuo ed avere un rapporto vero sia con i proprietari sia con i miei colleghi di reparto mi ha dato quella fiducia che mi ha portato a continuare e riuscire bene nel mio lavoro.
Questo è stato possibile perché vedevo che dietro c'era un gruppo forte e che sapeva starti vicino. Anche con Andrea Niboli abbiamo condiviso parecchi momenti anche extra lavorativi, ricordo alcuni giri in moto fatti insieme… questo per fare capire che non è solo un posto di lavoro ma per me è una famiglia.

Questo è il tuo ultimo giorno di lavoro ed avviene anche un passaggio di testimone. Cosa consiglieresti e perché un ragazzo dovrebbe venire a lavorare Valsir e di investire qui sul suo futuro?
Innanzitutto, è un'azienda che dà la possibilità di crescere… a chi ovviamente ha voglia di darsi da fare e di impegnarsi. Io qui non mi sono mai sentito un numero ma mi sono sempre sentito preso in considerazione come persona ed io ho cercato di fare lo stesso con i miei collaboratori.
(si ferma, resta in silenzio per alcuni secondi e gli occhi diventano lucidi) ...ora c’è anche molta emozione nel raccontarti queste cose. Ho sicuramente voglia di godermi la pensione ma so già che mi mancheranno parecchio sia le persone che ho incontrato sia il mio lavoro.

Se dovessi sintetizzare in poche semplici parole tutte le tue esperienze di questi anni in Valsir come me la descriveresti?
In Valsir ci passi molto del tuo tempo e le mie relazioni sono nate e cresciute prevalentemente in Valsir… io la vedo quasi come una casa, come una famiglia.

Grazie mille Pietro, sia per quello che hai fatto in questi anni sia per aver condiviso con noi quest’esperienza e per la persona che sei stata in azienda.

Lunedì, 09 Settembre 2019

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