Le système d’évacuation en polyéthylène haute densité PEHD
Les tubes et les raccords PEHD Valsir sont fabriqués en polyéthylène haute densité suivant les caractéristiques de conformité aux normes européennes actuellement en vigueur. Les tubes et les raccords en polyéthylène haute densité Valsir sont de couleur noire en raison de l’ajout de noir de carbone qui assure une résistance optimale contre le soleil. Ils répondent aux conditions requises par la norme UNI EN 1519 et peuvent être utilisés à l’intérieur des bâtiments affectés à un usage privé et industriel et en particulier dans les buts suivants :
a) tuyauteries d’écoulement pour l’évacuation des eaux usées domestiques (à basse et haute température);
b) tuyauteries de ventilation branchées sur des évacuations;
c) évacuation des eaux pluviales à l’intérieur de la structure du bâtiment.
Approfondissement – Embranchements mélangeurs Valsir 
Approfondissement - Systèmes de ventilation 
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Il polietilene fu ottenuto per la prima volta nei laboratori delle Industrial Chemical Industries, in Inghilterra, ad opera di E. W. Fawcett e R. O. G. Gibson che scoprirono tracce di polietilene sotto forma di polvere bianca ricavata dalla polimerizzazione dell'etilene ad altissime temperature e
pressioni. Nel 1933 le l.C.I. ottennero il brevetto e la produzione industriale iniziò nel 1938: si trattava di polietilene a bassa densità e le prime applicazioni furono i casalinghi.
Alla metà degli anni '50 furono depositati due nuovi brevetti per la realizzazione del polietilene, ad
opera del professor Ziegler e della Phillips Petroleum Co.: il nuovo processo industriale permetteva
di ottenere un polietilene con la stessa composizione chimica ma con una densità più alta
utilizzando catalizzatori e lavorando a basse pressioni e basse temperature.
Altri procedimenti e perfezionamenti sono stati introdotti nel corso degli anni sotto la spinta della ricerca, dell'esperienza e delle esigenze tecniche e commerciali, tanto che oggi si dispone di una materia prima di grande affidabilità e durata, la cui versatilità è tale che viene utilizzata in molteplici campi per gli usi più disparati: serbatoi per i carburanti ed i combustibili, rivestimenti di
cavi elettrici, gasdotti, impianti civili di scarico e fognatura, bottiglie, contenitori per alimenti, film
estensibili e retraibili, imballi, et
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Il polietilene è una resina termoplastica ottenuta per polimerizzazione dell'etilene, C2H4, che è
un idrocarburo insaturo, il cui stato fisico, in condizioni normali, è gassoso.
Formula strutturale della molecola di etilene H H I I C = C I I H H C = Carbonio H = Idrogeno
Il processo di polimerizzazione consiste nell'unire le molecole di etilene per formare delle lunghe
catene, dando quindi origine a dei composti solidi, che sono le resine di base chiamate polimeri.
Le molecole che compongono i polimeri possono essere più o meno ramificate, quindi più o
meno vicine fra di loro, e più o meno lunghe.
Queste caratteristiche determinano le proprietà del polietilene.
Le principali caratteristiche sono quindi:
- la densità (che dipende dalla distanza delle molecole);
- il peso molecolare (che dipende dalla lunghezza delle molecole);
- la distribuzione del peso molecolare (che dipende dalla distanza e dalla lunghezza delle molecole);
ll polietilene viene usualmente suddiviso in due famiglie:
- polietilene a bassa densità (920 ÷ 930 Kg/m3)
- polietilene ad alta densità (945 ÷ 965 Kg/m3)
Si individua anche un polietilene detto a media densità, intermedio fra i due. In par ticolare il polietilene a bassa densità è caratterizzato da una struttura molto ramificata, mentre il polietilene
ad alta densità risulta essere più lineare.
Alle resine di base vengono poi aggiunti degli "additivi", che servono a caratterizzarle ulteriormente, rendendole in questo modo adatte alle specifiche applicazioni ed ai diversi processi
di trasformazione.
Caratteristiche
Il polietilene ad alta densità (945 ÷ 965 kg/m3), caratterizzato da una struttura molecolare molto
cristallina (molecole poco ramificate e molto vicine tra di loro) viene utilizzato anche per la realizzazione di tubi e raccordi per scarichi.
Le normative ne consentono l'uso per scarichi non in pressione, ad una temperatura massima di 95° C per:
- apparecchi sanitari;
- lavatrici, lavastoviglie e scaldabagni;
- grandi cucine, lavanderie, impianti industriali;
- pluviali;
- fluidi aggressivi in scuole, laboratori e fabbricati industriali
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TABELLA DEI FLUIDI DI CUI É POSSIBILE IL TRASPORTO, SENZA PRESSIONE, FINO A 60°C PER MEZZO DI TUBI DI PE A.D. CHE NON SUBISCANO SOLLECITAZIONI MECCANICHE.
COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE
Aceto
Acido acetico 10%
Acqua
Acqua ossigenata 30%
Adipico, acido Sol. sat.
Allilico, alcole 96%
AllumeSol.
Alluminio cloruro Sol.
Alluminio floruro Sol. sat.
Alluminio solfato Sol. sat.
Ammoniaca (gas) 100%
Ammoniaca (liquida) 100%
Ammoniaca (soluzione) Sol. dil.
Ammonio cloruro Sol. dil.
Ammonio floruro Sol.
Ammonio nitrato Sol. sat.
Ammonio solfato Sol. sat.
Ammonio solfuro Sol.
Antimonio (Ill) cloruro 90%
Argento acetato Sol. sat.
Argento cianuro Sol. sat.
Argento nitrato Sol. sat.
Arsenico, acido Sol. sat.
Bario carbonato Sol. sat.
Bario cloruro Sol. sat.
Bario idrossido Sol. sat.
Bario solfato Sol. sat.
Benzoico, acido Sol. sat.
Birra
Borace Sol. sat.
Borico, acido Sol. sat.
Bromidrico, acido 50%
Bromidrico, acido 100%
Butano (gas) 100%
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TABELLA DEI FLUIDI DI CUI É POSSIBILE IL TRASPORTO, SENZA PRESSIONE, FINO A 60°C PER MEZZO DI TUBI DI PE A.D. CHE NON SUBISCANO SOLLECITAZIONI MECCANICHE. COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE
Butilici alcoli (butanoli) 100%
Calcio clorato Sol. sat.
Calcio cloruro Sol. sat.
Calcio idrossido Sol. sat.
Calcio ipoclorito Sol.
Calcio nitrato Sol. sat.
Calcio carbonato Sol. sat.
Calcio solfato Sol. sat.
Carbonica anidride (secca) 100%
Carbonio ossido 100%
Cianidrico, acido 10%
Cicloesanolo 100%
Cloridrico, acido 10%
Cloridrico, acido Conc.
Cloro acetico, acido (mono) Sol.
Citrico, acido Sol. sat.
Destrina Sol.
Diossano 100%
Etandiolo (vedi glicole etilenico)
Fenolo Sol.
Ferro (Il) cloruro Sol. sat.
Ferro (Ill) cloruro Sol. sat.
Ferro (Ill) nitrato Sol.
Ferro (Ill) solfato Sol. sat.
Fluoridrico, acido 4%
Fluosilicico, acido 40%
Formaldeide 40%
Formico, acido 50%
Formico, acido 98 a 100%
Fosforico, acido (orto) 50%
Glucosio Sol. sat.
Glicerina 100%
Glicole etilenico (etandiolo) 100%
Glicolico, acido Sol.
Idrochinone Sol. sat.
Idrogeno 100%
Idrogeno solforato 100%
Latte
Lattico, acido 100%
Lievito Sol.
Magnesio carbonato Sol. sat.
Magnesio cloruro Sol. sat.
Magnesio idrossido Sol. sat.
Magnesio nitrato Sol. sat
Maleico, acido Sol. sat.
Melassa Conc. Iav.
Mercurio 100%
Mercurio (Il) cianuro Sol. sat.
Mercurio (Il) cloruro Sol. sat.
Mercurio (I) nitrato Sol.
Metanolo (vedi metilico alcole)
Metilico alcole 100%
Nichel cloruro Sol. sat.
Nichel nitrato Sol. sat.
Nichel solfato Sol. sat.
Nitrico, acido 25%
Ossalico, acido Sol. sat.
Potassio bicarbonato Sol. sat.
Potassio bicromato Sol. sat.
Potassio bisolfato Sol. sat.
Potassio bisolfito Sol.
Potassio bromato Sol. sat.
Potassio bromuro Sol. sat.
Potassio carbonato Sol. sat.
Potassio cianuro Sol.
Potassio clorato Sol. sat.
Potassio cromato Sol. sat.
Potassio ferricianuro Sol. sat.
Potassio ferrocianuro Sol. sat
Potassio fluoruro Sol. sat.
Potassio fosfato (orto) Sol. sat.
Potassio idrossido 10%
Potassio idrossido Sol.
Potassio nitrato Sol. sat.
Potassio perclorato Sol. sat.
Potassio permanganato 20%
Potassio persolfato Sol. sat.
Potassio solfato Sol. sat.
Potassio solfuro Sol.
Propionico, acido 50%
Rame (Il) cloruro Sol. sat.
Rame (Il) nitrato Sol. sat.
Rame (Il) solfato Sol. sat.
Salicilico, acido Sol. sat.
Sodio benzoato Sol. sat.
Sodio bicarbonato Sol. sat.
Sodio bisolfito Sol.
Sodio bromuro Sol. sat.
Sodio carbonato Sol. sat.
Sodio clorato Sol. sat.
Sodio cianuro Sol. sat.
Sodio ferricianuro Sol. sat.
Sodio ferrocianuro Sol. sat
Sodio fluoruro Sol. sat.
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TABELLA DEI FLUIDI DI CUI É POSSIBILE IL TRASPORTO, SENZA PRESSIONE, FINO A 60°C PER MEZZO DI TUBI DI PEHD CHE NON SUBISCANO SOLLECITAZIONI MECCANICHE. COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE
Sodio fosfato (orto) Sol. sat.
Sodio idrossido 40%
Sodio idrossido Sol.
Sodio ipoclorito 15% di cloro
Sodio nitrato Sol. sat.
Sodio nitrito Sol. sat
Sodio solfato Sol. sat.
Sodio solfuro Sol. sat.
Solforosa anidride (secca) 100%
Solforoso, acido 30%
Solforico, acido 10%
Solforico, acido 50%
Stagno (Il) cloruro Sol. sat.
Stagno (Ill) cloruro Sol. sat.
Sviluppatori fotografici Conc. Iav.
Tannico, acido Sol.
Tartarico, acido Sol.
Urea Sol.
Urina
Vino e spiritosi
Zinco carbonato Sol. sat.
Zinco cloruro Sol. sat.
Zinco ossido Sol. sat.
Zinco solfato Sol. sat
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TABELLA DEI FLUIDI DI CUI È POSSIBILE IL TRASPORTO, SENZA PRESSIONE, FINO A 20°C PER MEZZO DI TUBI DI PEHD CHE NON SUBISCANO SOLLECITAZIONI MECCANICHE COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE
Acetaldeide 100%
Acetico, acido glaciale > 96%
Acetica, anidride 100%
Acqua ossigenata 90%
Amile acetato (1-pentanolo acetato) 100%
Amilico alcole (1-pentanolo) 100%
Anilina 100%
Benzaldeide 100%
Benzina (idrocarburi alifatici)
Butirrico, acido 100%
Cicloesanone 100%
Cromico, acido 20%
Cromico, acido 50%
Decalina 100%
Diottil-ftalato 100%
Eptano 100%
Etanolo (vedi etilico alcole)
Etilico alcole (etanolo) 40%
Etile acetato 100%
Fluoridrico, acido 60%
Fosforico, acido (orto) 95%
Fosforo tricloruro 100%
Furfurilico, alcole 100%
Nicotinico, acido Sol. dil.
Oli e grassi
Oli minerali
Oleico, acido 100%
Ossigeno 100%
Picrico, acido Sol. sat.
Piombo acetato Sol. sat.
Piridina 100%
Potassio ipoclorito Sol.
Propionico, acido 100%
Solforico, acido 98%
Trietanolammina Sol.
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TABELLA DEI FLUIDI DI CUI NON È POSSIBILE IL TRASPORTO PER MEZZO DI TUBI DI PEHD COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE COMPOSTI INORGANICI CONCENTRAZIONE
Acqua di cloro Sol. sat.
Acqua regia HCI / HNO3 = 3/1
Bromo, liquido 100%
Bromo (vapori secchi) 100%
Carbonio solfuro 100%
Carbonio tetracloruro 100%
Cloro (gas) secco 100%
Cloroformio 100%
Cresilici (metil-benzoici), acidi Sol. sat.
Fluoro 100%
Metilene cloruro 100%
Nitrico, acido 50%
Nitrico, acido 75%
Nitrico, acido 100%
Ozono
Solforico, acido fumante (oleum)
Solforica anidride 100%
Tonile cloruro 100%
Toluene 100%
Tricloroetilene 100%
Xilene 100%
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CARATTERISTICHE DEI PRODOTTI VALSIR IN POLIETILENE
Materiale
I tubi e i raccordi sono prodotti con polietilene alta densità con caratteristiche conformi alle Norme Europee attualmente vigenti.
Aspetto e colore
I tubi e i raccordi in polietilene alta densità Valsir sono prodotti in colore nero come consigliato dalle norme.
Marcatura
Secondo le Normativa italiana UNI EN 1519, attualmente in vigore, tubi Valsir riportano:
- l'indicazione del materiale (PEHD)
- l'indicazione dell'area di applicazione (B/BD)
- il valore del diametro esterno e lo spessore
- la serie
- il marchio del fabbricante
- la serie del tubo
Inoltre vengono riportati i diametro nominali (DN) ed i marchi di qualità acquisiti nei vari paesi.
Norme
UNI EN 1519 205
UNI 8452
marchio Italia e unificazione Italia norma di riferimento
N P r o d u k t s e r t i f i k a t
Norges byggforskningsinstitutt
Nr. 0387 - 0377
D
DIN V 19535-2
I RINA I
ASTM D 635 - 77
ATEC 15 / 94-209
CSTBat 31-02
F B
VA 2.14/13234
VA 2.14/13235
DK
NEN 7018 NL
PE50 II KOMO
CH SN 592000
SSIV Nr. 21007
ÖNORM EN - 1519-1
A
GEPRÜFT
NBN EN 1519
EN 1519 - 1
AU
Spec 05 Lic W262 A-1043/1999
H
DIN V 19537-2
Dimensioni
I diametri, gli spessori e le relative tolleranze dei tubi in polietilene alta densità Valsir, sono riportati nella tabella a fianco. Questi valori sono conformi a quelli definiti nelle norme attualmente vigenti.
I tubi ed i raccordi in polietilene VALSIR possono essere utilizzati per lo scarico di acque reflue e piovane all'interno dei fabbricati adibiti ad uso civile ed industriale.
La normativa esistente precisa le applicazioni per tubi in polietilene:
a) Scarico di acque luride ad alta e bassa temperatura (max 95°C continua);
b) Ventilazione di impianti descritti nell'applicazione (a);
c) Scarico di acque piovane all'interno della struttura dell'edificio;
La normativa UNI EN 1519 prevede inoltre:
- La designazione B per tubi usati all'interno degli edifici o fuori dall'edificio ma fissati ad una sua parete;
- La designazione BD per tubi usati sia all'interno degli edifici, sia interrati ma comunque all'interno della pianta dell'edificio;
- La creazione di due serie: S16 e S12,5 che differiscono tra loro (a parità di diametro nominale) per lo spessore di parete del tubo, limitando per la serie S16 l'applicazione in area B.
Tale serie non può in ogni caso essere destinata ad applicazioni interrate di ogni genere.
Tutti i componenti designati BD possono essere usati sia all'interno degli edifici sia interrati, ma all'interno della pianta dell'edificio; in quest'ultimo caso il diametro nominale del tubo deve essere uguale o maggiore di 75 mm.
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Sistemi di ventilazione
Per ventilazione degli impianti di scarico si definiscono quegli accorgimenti atti ad evitare che nelle condotte di scarico si verifichino variazioni di pressione che condizionino negativamente il funzionamento.
Per meglio comprendere come questo accada si prenda in considerazione la fig. 1 che rappresenta una colonna di scarico alla quale sono
1° PIANO
2° PIANO
3° PIANO
4° PIANO
COPERTURA
ZONA DI DEPRESSIONE
ZONA DI PRESSIONE
Ipotizzando che scarichi il vaso del quarto piano, l'acqua riempiendo il sottostante tronco di colonna e scendendo verso il basso, si comporta come una sorta di stantuffo che produce
nei confronti dell'aria presente nella colonna, una compressione al di sotto di sè ed una depressione al di sopra. Se questo stantuffo si trova ad esempio nella posizione F esso produce sotto di sè, e quindi a valle dei sifoni degli apparecchi sottostanti, una pressione maggiore di quella atmosferica, e la differenza può essere tale da spingere l'acqua all'interno degli apparecchi con conseguente
immissione di aria maleodorante negli ambienti dei piani sottostanti (sifonaggio per compressione).
Quando poi lo stantuffo passa, durante la sua corsa di discesa davanti ad una diramazione di scarico,
produce in quest'ultima una depressione che tende ad aspirare l'acqua del sifone (sifonaggio per
aspirazione). Anche in questo caso, venuta a mancare la chiusura idraulica del sifone, si avranno in ambiente gli stessi effetti del caso precedente (aria maleodorante nei locali) anche se per causa opposta. Questi fenomeni sono altresì influenzati dall'altezza della chiusura idraulica del sifone, nel senso che evidentemente sarà più soggetto agli inconvenienti sopra indicati un sifone con ridotta altezza d'acqua al suo interno che un altro con maggior altezza d'acqua.
I fenomeni di cui sopra sono poi maggiormente esaltati dal fatto che la colonna abbia una sezione insufficiente per lo scarico che deve evacuare o che, anziché proseguire fino oltre il tetto a bocca libera e senza riduzioni di sezione come è d'obbligo, si fermasse in corrispondenza del collegamento all'apparecchio più alto. Un peggioramento delle condizioni di scarico è altresì determinato dalla presenza di sifoni al piede della colonna. In questo caso l'entità del sifonaggio per compressione a carico degli apparecchi compresi tra la quota del fluido scaricato ed il piede di colonna è maggiore di quanto si avrebbe in una colonna priva di sifone. Oltrettutto non va dimenticato che le condutture di cui ci occupiamo scaricano oltre ai liquidi che non rappresentano
un problema, anche materie organiche allo stato semisolido.
Questi materiali hanno una certa difficoltà a seguire le tortuosità delle anse di un sifone e tendono a lasciare depositi o sedimentazioni nei sifoni stessi. Non si devono installare i sifoni al
piede della colonna ma prevedere il raccordo alla rete orizzontale con due curve a 45°.
Adottando questa soluzione è buona norma compatibilmente con la realtà di cantiere, prevedere in prossimità del cambiamento di direzione, un raccordo di ispezione rettilineo, che consenta in caso di necessità di intervenire per la eventuale pulizia della curva.
Un altro fenomeno negativo che si verifica però nelle diramazioni di scarico orizzontali degli apparecchi quando la loro lunghezza è eccessiva è l'autosifonaggio.
In questo caso l'acqua di scarico, riempiendo completamente la sezione della diramazione, produce dietro di sè una depressione che aspira anche l'acqua contenuta nel sifone.
Questo fenomeno che è influenzato anche da altri fattori, come la forma della sezione degli apparecchi, è tanto più consistente quanto maggiore è la lunghezza della diramazione e
quanto più è ridotta la sua sezione. Per evitare il verificarsi di questi fenomeni è quindi necessario che sia nelle colonne di scarico che nelle diramazioni, vengano adottati dei sistemi che compensino le pressioni a valle delle chiusure idrauliche. Quanto sopra si ottiene con l'installazione
di una rete di tubazioni variamente conformata chiamata rete di ventilazione. Un impianto di scarico
senza ventilazione, o con ventilazione insufficiente, è immediatamente identificabile dai rumori che accompagnano gli scarichi degli apparecchi.
Così quando l'acqua scaricandosi da un'apparecchio produce un rumore simile a quello del russare
umano l'apparecchio è soggetto all'autosifonaggio. Quando l'acqua di un sifone "russa", pur senza che l'apparecchio stia scaricando, significa che un altro apparecchio collegato alla stessa colonna produce il sifonaggio per aspirazione. Quando il sifone gorgoglia si è in presenza di sifonaggio per compressione. Con un impianto di ventilazione correttamente realizzato e dimensionato, lo scarico
degli apparecchi avviene in modo assolutamente silenzioso. Gli effetti dei fenomeni di sifonaggio sono evidenziati in fig 2 dove è anche possibile notare la variazione dei livelli dell'acqua nei sifoni.
La ventilazione primaria E' fondamentalmente costituita dal prolungamento della stessa colonna
di scarico fino oltre la copertura dell'edificio (fig 3).
È assolutamente necessario che il diametro del tratto al di sopra dell'ultimo apparecchio sia
uguale a quello della colonna di scarico (di solito 110 mm) (fig.3).
Non esistono particolari avvertenze per il tronco sfociante al di sopra tanto in grado di eliminare il sifonaggio per compressione.
La ventilazione pr imar ia ha la duplice funzione di collaborare al mantenimento dell'equilibrio delle pressioni nel sistema di scarico e di consentire un'efficace aerazione modesta altezza, non costituisce di to di esalazione) in quanto se è in Il risultato si ottiene mettendo tutte caso di necessità è ammesso riunire le colonne in uno o più collettori questo caso i collettori alla somma delle sezioni delle S.
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COPERTURA
colonna di ventilazione
diramazioni di scarico
colonna di scarico
collettore di scarico
della coper tura tranne il fatto di
evitare che in inverno possa venire
coperto di neve.
Questo sistema, generalmente adottato quale unico accorgimento in cost uzioni di fatto un vero impianto di ventilazione (è più esatto chiamarlo impianti in grado di ridurre ed in alcuni casi di
annullare il fenomeno del sifonaggio per aspirazione, non è altre per ostacolare la formazione di
muffe e di funghi.
le colonne di scarico in diretta comunicazione con l'esterno. In prima dell'uscita all'este no. In
devono avere sezione uguale o maggiore colonne che vi fanno capo
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